Commestibilità dei funghi

commestibilità

com·me·sti·bi·li·tà/

sostantivo femminile

  1. La presenza di requisiti che rendono una sostanza idonea al consumo umano.

La definizione di commestibilità di una determinata specie fungina, è data dall’assenza di contenuti di sostanze tossiche.

Le specie di cui  è ammesso il consumo da “Crudi”in quantità limitate ed in esemplari  freschi ed  in buono stato  sono:

 Amanita caesarea

Tuber magnatum

 Russula virescens

 iBoletusdel gruppo dell'edulis

Tremiscus helvelloides(=Guepinia rufa)

Il consumo di funghi " Commestibili " può determinare in alcuni soggetti stati di "Intolleranza Alimentare" non dipendenti dal loro stato di commestibilità.

Si ricorda  che  i funghi freschi epigei spontanei, acquistati  dai venditori a posto fisso  devono essere correlati dalla certificazione della Azienda Sanitaria provinciale. Tale certificazione infatti garantisce la commestibilità dei funghi e riporta altresì la data entro la quale gli stessi vanno tassativamente consumati.

 Anche nei ristoranti, per i funghi freschi epigei spontanei il consumatore può chiedere la visione della certificazione dell’Azienda Sanitaria Provinciale. Inoltre tutte le specie epigee spontanee conservate in stato di congelazione o surgelazione o in conserve sott'olio o di qualsiaisi altro metodo di conservazione, devono possedere certificazione Micologica redatta da Micologo Specializzato iscritto all'Elenco Nazionale Micologi del Ministero della Salute della Repubblica Italiana.