C.A.I. Sezione di Giarre Escursione alla Grotta di Serracozzo e Serra delle Concazze.

ETNA Sentiero C.A.I. nr. 723 Grotta di Serracozzo – Serra delle Concazze sita nel Comune di Sant'Alfio. 

 SCHEDA INFORMATIVA:

  • Difficoltà: Per escursionisti con esperienza media ed allenati;
  • Dislivello: + 508 mt.– 508 mt.;
  • Quota di partenza: mt.1.740 quota di arrivo 2.310;
  • Lunghezza Km. 5,100 circa;
  • Durata escluse le soste: h.3,00 circa;
  • Natura del percorso: sentiero segnato a tratti ripido e scosceso con fondo di pietrisco, sabbia e lapilli;
  • Abbigliamento: a strati adeguato alla stagione ed alla quota, scarponi da Trekking, bastoncini telescopici, cappellino, occhiali da sole, crema di protezione solare, guanti, giacca a vento, torcia e casco. Consigliato ricambio di indumenti da lasciare in auto.
  • Colazione a sacco, con abbondante scorta d’acqua.
  • Itinerario: L’itinerario che propongo ha il punto di partenza il Piazzale del Rifugio Citelli, da cui si accede al sentiero C.A.I. nr. 723 che porta alla Grotta di “Serracozzo,” e proseguendo su questo sino al punto panoramico della cresta della Valle del Bove “Serra delle Concazze”.IMG 20190609 103918

Il  sentiero C.A.I. nr. 723  di “Serracozzo” che dal Rifugio Citelli conduce a “Serra delle Concazze” è uno dei sentieri più interessanti del versante orientale dell’Etna sia sotto l’aspetto ambientale naturalistico ed affascinate poiché regala panorami mozzafiato. Il sentiero inizia in folto bosco di Betulle “Aetnensis”, pianta endemica dell’Etna che è sopravvista all’ultima glaciazione di circa 10.000 anni fa, la cui caratteristica più peculiare è che si è adattata a sopravvivere a queste latitudini in condizioni caldo e freddo estremi.  Screenshot 20200619 214629

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Lungo il sentiero si scorgono i ruderi di un antico ovile, con relativo ricovero ricavato in una grotta, a testimonianza di come i nostri avi sfruttavano il territorio anche a queste quote.

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Proseguendo agevolmente sul sentiero di sinistra per circa 900 metri  si giunge alla Grotta di "Serracozzo".  Questa è una grotta di scorrimento lavico molto particolare, formatesi nell’ eruzione del 1971, il tratto a monte è contenuta nella fessura eruttiva ed ha la forma di serratura con una altezza di parecchi metri e non più larga di 3, questa conformazione da l’impressione  di  essere in un canyon chiuso con pareti verticali altissime e molto vicine l’una all’altra. Sulla volta si osservano delle aperture dovute a crolli, ed i fasci di luce  che entrano da queste danno alla grotta varie sfumature luminose  con degli effetti davvero suggestivi, il tratto a valle è invece una galleria di scorrimento, in  pendenza, lunga 350 mt., larga da 2 a 3 metri con il pavimento costituito da lava scoriacea. IMG 20190609 093923

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Dopo la sosta alla grotta, si prosegue sul sentiero che quì diventa molto ripido con pendenze di oltre il 30%  per circa 600 metri sino a giungere al  punto panoramico di “Serracozzo” , l’orlo del deserto lavico della Valle del Bove,  da qui si ammira  la depressione a forma di ferro di cavallo  avente dimensioni est- ovest km. 7 e nord-sud km.6, formatasi circa 10.000 anni a seguito del  collasso del primordiale edificio vulcanico, sprofondato verso il mare mettendo in luce  gran parte della struttura interna sia dei centri eruttivi della Valle del Bove che del vulcano Ellittico affiorante lungo le pareti interne della Valle del Bove, per cui posando lo sguardo a sinistra in basso si possono ammirare monte Scorsone, Rocca Capra, Rocca Musarra e risalendo sempre lungo il pendio scosceso di circa 200 metri si possono ammirare alcuni "Dicchi", (bellissimi affioramenti residui dell'antico sistema di alimentazione del vulcano) e poi più su Rocca della Valle e Pizzo dei Neri sino a giungere ai Crateri sommitali, mentre  dentro la Valle  si scorgono Monte  Simone i Monti Centenari e quello che rimane del Monte Ritmann e la fine della Valle del Leone, ciò che rimane delle Serre Giannicola, Cuvicchiuni e Perciata, mentre a sud di rimpetto si scorge la Montagnola, la  Schiena dell’Asino, Serra del Salfizio e Monte Zoccolaro. IMG 20190609 103843

Da questo punto prosegundo lungo il sentiero per  altri 800 metri   circa si giunge al bivio per “Serra delle Concazze” quindi ci si dirige a destra e si prosegue sul sentiero che ora è quasi in piano direzione Nord-Est sino a giungere alle bocche eruttive  del 2 novembre 1928, tale colata all’epoca minaccio di distruzione il paese di Sant’Alfio, ed è al fianco sud  di  “Monte Frumento delle Concazze” che è considerata la terza cima dell’Etna,  da qui si godrà di un panorama mozzafiato, in basso si possono ammirare gli apparati eruttivi dei Monti Sartorius, ed ancora più a nord gli apparati eruttivi del 2002 di Piano Provenzana i Monti Peloritani da cui spicca il Cervino di Sicilia “Rocca Novara” , ed ancora da nord verso sud si scorgono le citta  di Castel Mola e Taormina ed il Golfo di Giardini Naxos, tutti i paesi della costa Ionica sino dove si scorge la Citta di Catania con il suo golfo.

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A questo punto si prosegue lungo il sentiero in discesa costeggiando la colata lavica del 1928 tra sabbie e lapilli osservando la vegetazione endemica che caratterizza il paesaggio: cuscini di “Astralago” o Spino Santo, che con i suoi robusti apparati radicali svolge un ruolo importantissimo di protezione i ripidi pendi, cespugli di  “ Anthemis aetnis” o Camomilla, fusti cespitosi di “Saponaria sicula” il cui fiore rosa tubiforme è il simbolo del Parco dell’Etna,  piante di “Tanacetum siculum”  dal fiore giallo e dal profumo intenso ed il  “ Rument Scatus” romice che colonizza i deserti vulcanici sino alle quote più alte.

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Alla fine del tratto sabbioso si conclude il percorso ad anello, si  riprende il sentiero fatto in precedenza  che ci porterà al parcheggio del Rifugio Citelli.

Si raccomanda il massimo rispetto per la natura.

Buona Escursione!